Nome Glorioso

Dal 1976

Yacht

Gli yacht a vela contraddistinti dal nome IL MORO DI VENEZIA sono nove: tre con scafo bianco e fascia di galleggiamento verde, cinque con scafo rosso costruite tra il 1989 e il 1990 dal cantiere Tencara a Marghera per partecipare alla 28a Coppa America ed infine un Maxi yacht di 24 mt. costruito in materiale composito dal cantiere McConaghy in Australia.

Genesi

Il Maxi yacht di 24 mt ri-denominato in seguito all’acquisto da parte di Raul Gardini PASSAGE TO VENICE, diviene definitivamente “IL MORO IX” nel 1992 dopo la vittoria della famosa regata Fastnet Race in Inghilterra.

Storia

La storia delle imbarcazioni che vantano questo glorioso nome risale al 1976 quando per volontà di Raul Gardini e con avallo del grande Serafino Ferruzzi, ebbe inizio la realizzazione del primo vero maxi italiano, costruito in legno lamellare
dal Cantiere Carlini a Rimini, lungo 20.41 mt. e armato sloop.

Cantiere Pesarese

Il 1983 vede invece il debutto del nuovissimo IL MORO DI VENEZIAII, disegnato ancora una volta dall’architetto argentino German
Frers. Lungo 21.70 mt. e realizzato nelle Marche dal cantiere pesarese
Yachts Officine diretto dall’Ing. Marco Cobau.

Innovazione

IL MORO II portò l’innovazione di una coperta stratificata in kevlar-carbonio su uno scafo interamente in alluminio sottolineando l’alto grado tecnologico
che caratterizzava all’epoca il progetto.

Difficoltà iniziali

Nonostante il notevole alleggerimento dovuto ad una coperta che pesa solamente 350 kg, ci furono degli schiacciamenti della stessa nelle zone dove c’era il maggior carico di lavoro dei winch e la messa a punto richiese più tempo di quello stimato impattando negativamente sui risultati ai campionati del mondo.

Campionato mondiale Maxi del 1983

IMDV II, con al timone un giovane Lorenzo Bortolotti ed un affiatatissimo
equipaggio si classificò solo settimo al campionato mondiale Maxi del 1983 presentando difficoltà connesse alla sua messa a punto generale.

Nuove regole

I risultati non tardano però ad arrivare anche se nel frattempo, a causa del cambiamento della lunghezza delle imbarcazioni che partecipavano al mondiale maxi (da 70 a 80 piedi) IMDV II si vedeva penalizzato dal fatto di gareggiare contro scafi di 24mt.

Primi successi

Nell’equipaggio anche l’americano Paul Cayard che iniziò a gareggiare su
IMDV II nell’agosto dell’85 a Palma di Maiorca, vincendo alcune regate
e migliorando quindi ogni aspettativa dell’equipaggio e dell’armatore.

Circuiti mondiali

IMDV II disputò, sfortunatamente, solo 2 dei 3circuiti mondiali maxi: fu assente al 1° circuito di Newport (U.S.A.) acausa della rottura del castelletto del timone durante il trasferimento in Oceano Atlantico vedendosi costretta, giunta a 300 miglia dalle Azzorre, a fare dietro-front e non partecipare ad alcuna regata del primo circuito. Disputò invece tutte le regate degli altri due circuiti, Palma de Majorca (ESP) e Porto Cervo(ITA),collezionandodiverse vittorie e ottimi piazzamenti.

Sostituzione albero

Nonostante tutto IL MORO DI VENEZIA II, considerato un mini-maxi, ottenne un brillante secondo posto ai campionati del mondo nel 1985. Nel 1986 viene sostituito l’albero a 3 piani di crocette con l’attuale a 5, ottenendo un miglioramento sensibile che ha portato poi il Moro II a vincere la regata della Giraglia sia in tempo reale che in compensato, mettendo da parte barche come Emeraude e Gitana
VII.

Campionato invernale americano (S.O.R.C.)

Partecipa inoltre al campionato invernale americano (S.O.R.C.)
nel 1987, capitanato da Dennis Conner e metà del suo equipaggio (di
ritorno vincenti dall’Australia dopo aver riconquistato la 26° coppa
America) non ottenendo però una buon risultato. Giunse infatti 6.°

Binomio Gardini-Cayard

La barca viene venduta e lasciata a Fort Lauderdale in Florida, in quanto era già in cantiere IL MORO DI VENEZIA III (80 piedi in alluminio primo Maxi dell’epoca ad avere un armamento frazionato) presso la S.A.I. Ambrosini Società aereonautica italiana di Passignano sul Trasimeno in Umbria, con la quale il binomio Gardini-Cayard avrebbe poi vinto i campionati del mondo nel 1988 a San Francisco.

Othello

IMDV II viene venduto a Gianni Varasi, cambia nome e viene ribattezzata “Othello”, lo scafo rimane di colore bianco ma la fascia al galleggiamento cambia in giallo e con il nuovo armatore Othello partecipa ai campionati mondiali del 1987.

Vittoria della Copa de Rey in Spagna

Nel 1989 le viene ridato il suo nome d’origine grazie all’acquisto da parte della famiglia Ferruzzi e in quell’anno vince la Copa de Rey in Spagna e la
Barcolana di Trieste dimostrando quindi la validità del suo progetto a distanza di molti anni.

Refitting

Nel 1990 viene sottoposta per
volontà di Raul Gardini ad un profondo refitting che la trasforma da
barca da regata a barca da crociera veloce, con un pescaggio ridotto
a 3 metri contro i 3,60 d’origine e la motorizzazione dei winch che le avrebbero permesso di navigare con un equipaggio ridotto rispetto al passato.

Buio inverno del 1993

Nel buio inverno del 1993 la proprietà passa di mano all’Ing. Carlo De Benedetti che dopo 3 stagioni la vende a due armatori belgi che la utilizzano dal 1996 al 1998 a scopi croceristici.

Refitting commissionato dalla Famiglia Vecchiola

L’ultimo refitting, che ha portato l’imbarcazione nello stato in cui
si trova, è durato da gennaio ad agosto 1999 dai Cantieri Orioli
di Marina di Ravenna (diretto dall’Ing. Marco Cobau) ed è stato
commissionato dalla Famiglia Vecchiola, riottenendo per IMDV II il Certificato di Classe R.I.N.A. numero d’origine 65094 (1.1-Y SPERIMENTALE con sorveglianza durante la costruzione).

Tributo

Con questo magnifico progetto German Frers ha posto una pietra miliare nei disegni delle imbarcazioni a vela degli anni ’80 coniugando l’armonia delle forme con l’alta innovazione dei materiali
utilizzati. Il risultato è una barca elegantissima e nello stesso performante, dove lo stile classico e le migliori tecnologie di quegli anni si fusero a perfezione. A distanza di 34 anni dalla sua realizzazione si vuole riconoscere, con il presente lavoro, il tributo che le spetta di diritto nel panorama della vela internazionale.